Duomo e Cappella del Tesoro: una straordinaria concentrazione artistica nel cuore di Napoli in cui arte e religione si fondono in maniera perfetta (Chiara S.)

Abbiamo scelto far raccontare la visita guidata al Duomo e alla Cappella del Tesoro di San Gennaro agli studenti, con e senza disabilità, che hanno aderito al ciclo di viste guidate promosse dal Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità dell’Università Suor Orsola Benincasa.
Come in un collage, ci siamo limitati a mettere insieme pensieri e riflessioni degli studenti che con curiosità ed entusiasmo visitato uno dei luoghi simbolo della città di Napoli.
“Molto spesso di Napoli si raccontano solo ciò che le manca e non ciò che possiede. Il Duomo è situato nel centro di Napoli e nel cuore dei napoletani che credono e conservano il loro patrimonio”. (Antonella C.)
“Troppo spesso dimentichiamo quanta bellezza ha da offrire la nostra Napoli tra arte, storia e cultura. Potremmo restare meravigliati ad ogni angolo se solo fossimo capaci di dare la giusta attenzione a ciò che ci circonda. Napoli brulica di luoghi di cultura, anche e soprattutto nelle strade più trafficate e note, le vie più comuni, come quella in cui si trova il Duomo: una struttura imponente e maestosa che sorge nel cuore della città, nella via omonima. All’esterno si può restare colpiti dagli infiniti dettagli presenti sulla facciata che la luce del sole ben riflette per via dei colori chiari. Varcando la soglia d’ingresso, ciò che colpisce è la ricchezza dei decori: colonne, affreschi, altari, vetrate che pur appartenendo ad epoche e stili diversi sono in sintonia tra loro. La rinascita della città di Napoli è riscontrabile tra quelle mura e cappelle, ammirate da migliaia di occhi venuti da quasi tutto il mondo”. (Claudia S.)
“Questa visita è stata una delle più belle in assoluto per la religiosità e la spettacolarità racchiuse in un luogo bellissimo visto da fuori ed incredibile contemplato dall’interno”(Iolanda T.) in cui “L’arte prende forme, colori ed emozioni”. (Sabrina C)
“Volendo usare una metafora, la visita è stata come un ARCOBALENO DI SPLENDORI: ‘rosso’ come il sangue miracoloso di San Gennaro e l’amore della venerazione popolare; ‘arancione’ come il riflesso dei quadri su rame, siti sui sette altari della cappella di S. Gennaro e come il colore che mi pare prevalente nei marmi policromi; ‘giallo’ come la faccia cosiddetta “ngialluta” del busto d’argento di San Gennaro, come l’oro delle decorazioni barocche e gli sfondi dei mosaici di Santa Restituta; ‘verde’ come la speranza che accompagna i fedeli, come le virtù teologali scolpita nell’argento degli splendidi candelieri ai piedi dell’altare maggiore e nel marmo; ‘blu’ come i mosaici dell’antichissimo Battistero paleocristiano, come gli sfondi degli affreschi giotteschi ed i riflessi dei busti bronzei dei Santi patroni di Napoli (che ne ha ben cinquantadue!); ‘indaco’ come il cielo all’aurora, al quale tutta la ricchissima, varia, ma armonica bellezza del Duomo sembra tendere, dalla facciata alla marmorea Assunta estasiata dell’altare, dalla cripta (prezioso esempio di Rinascimento napoletano) all’affollato Paradiso del Dominichino della cappella di San Gennaro, dal fonte battesimale agli organi…; e ‘viola’ come l’anello d’ametista di tutti i vescovi che hanno voluto lasciare un segno nella struttura della cattedrale”. (Carmela C.)
“Colpisce in particolar modo l’intricata storia della facciata di cui resta, rispetto al rifacimento quattrocentesco, solo il portale maggiore, opera di Antonio Baboccio da Piperno; la splendida Basilica di Santa Restituita, esempio di architettura paleocristiana inglobata nel Duomo, ricca di opere di Luca Giordano e sculture trecentesche; la cappella del Tesoro di San Gennaro decorata da marmi pregiati, da argenti lavorati, dal pavimento e dal cancello su disegno di Cosimo Fanzago, dalle nicchie che custodiscono i busti d’argento dei santi e le reliquie di san Gennaro riposte nei loro suntuosi reliquiari, e dalle sculture e oggetti di arte sacra”. (Maria Sofia C.)
“La Cappella del Tesoro di San Gennaro, uno dei gioielli universali dell’arte, si apre nella navata destra della cattedrale, ricca di marmi, affreschi, dipinti e altre opere d’arte dei migliori artisti dell’epoca, è sicuramente uno dei monumenti più importanti del barocco napoletano seicentesco (Rosaria C). Già l’entrata ad arco della Cappella, con l’imponente cancello di Cosimo Fanzago, testimonia la grandezza di quello che ci aspetta al suo interno. Tra busti in argento massiccio, statue, innumerevoli colonne, abside, alto e ampio soffitto affrescato, la Cappella custodisce una tale ricchezza da restare senza parole”. (Claudia C.) “E’ da considerare una vera e propria galleria d’arte sia per i marmi pregiati, sia per la gran quantità di affreschi e sia per i preziosi manufatti in argento, busti, candelieri e arredi. “(Iolanda T).
“Colpisce non solo per la bellezza che in questo luogo è concentrata, ma anche per la tradizione, la devozione, il folclore e la storia.”(Sabrina S.)
“Ma il “vero” Tesoro di San Gennaro non sono i marmi, le statue d’argento, gli affreschi, quanto le reliquie del santo patrono. Un tesoro che viene custodito gelosamente sia perché testimonia l’esistenza del protettore della città, ma soprattutto per la fede che lega i napoletani al Santo. Il Tesoro è custodito nelle tante vite, nelle tante storie che il luogo sacro racchiude, è la memoria, il tenere traccia del tempo, tenere traccia del passaggio di molti uomini”. (Maria C)
“Il percorso di visita mostra che il tesoro è racchiuso nel credere in ciò che non si vede perché ciò che si vede non è neanche la metà di ciò che vi è realmente. Amore e cultura dietro l’arte che appare è la nostra ricchezza più grande.” (Valeria R.)
Quest’anno la visita ha riservato a tutti i partecipanti un magnifico regalo perché il parroco don Vincenzo Papa ha autorizzato la visita alla Cappella Capece-Minutolo con una guida eccezionale, Antonio, che ringraziamo per la disponibilità e la grande capacità narrativa.
“La Cappella Capace Minutolo è stata veramente una scoperta, è un piccolo luogo che ti traporta indietro nel tempo. Gli affreschi che decorano l’interno rendono questa Cappella davvero unica.” (Gennaro D.F.)
La Cappella Capece Minutolo, in stile tardo-gotico è un esempio di arte trecentesca, ha affascinato tutti i partecipanti colpiti dal “vedere da vicino la cappella dove è stata ambientata una delle novelle del Boccaccio” (Stefania D.V.). La Cappella, solitamente chiusa al pubblico, è stata scelta dal Boccaccio per ambientare la storia di Andreuccio da Perugia, nella quinta Novella Seconda Giornata nel Decamerone. La Cappella è un esempio di arte angioina che nella sua semplicità lascia il segno nelle menti di chi guarda, nonostante gli affreschi siano rovinati perché fatti su intonaco. (Claudia S.)
La visita è stata anche momento di scambio e di condivisione con chi si approccia all’arte con altri occhi, ma ne rimane ugualmente affascinato tanto da emozionare chi l’osserva: “mi ha colpito un po’ tutto, però la luce sul volto di A. mentre toccava le opere batte tutto” (Raffaella L.) ciò vuol dire che “gli occhi vedono ciò che la luce illumina, ma è sempre il cuore a donar emozioni a chi osserva” (Stefania D.V.)

Maria Grazia Gargiulo – Carmela Pacelli

SAAD – Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

 

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