Alla scoperta della Villa dei Papiri

Napoli tra le mani

Riparte il ciclo di visite guidate tattilo-narrative a cui partecipano gli studenti dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa.

L’alto numero di candidati ha richiesto la selezione dei cinquanta studenti, con e senza disabilità, che fino a settembre saranno impegnati nella scoperta multisensoriale del patrimonio storico-artistico della città di Napoli.

Il primo incontro è stato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nelle sale dedicate ai reperti provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano dove è presente un ormai collaudato e stabile percorso tattilo-narrativo frutto della collaborazione tra il Servizio Educativo del MANN e il Servizio le Attività degli studenti con Disabilità (SAAD) dell’Università Suor Orsola Benincasa.

La visita guidata, oltre ad essere un momento di conoscenza, è stata un’occasione di diffusione di nuovi linguaggi di comunicazione del patrimonio nella prospettiva dell’inclusione e della progettazione universale.

Maria Grazia Gargiulo – Carmela Pacelli

SAAD- Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità

Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

“Napoli tra le mani” L’arte napoletana attraverso percorsi fruibili Museo Pignatelli Napoli, 16 dicembre 2016 – ore 10.30

Venerdì 16 dicembre al Museo Pignatelli sarà siglato il rinnovo del Protocollo della Rete Napoli tra le mani, un progetto nato nel dicembre 2013 che riunisce Università, Musei, luoghi d’arte e associazioni con l’obiettivo di diffondere le buone pratiche nella gestione e fruizione dei beni culturali per favorire l’ inclusione e la partecipazione delle persone con disabilità.

Sedici luoghi di cultura e sette associazioni hanno collaborato, secondo le proprie competenze e sulla base delle rispettive risorse, alla progettazione e realizzazione, in ognuno dei luoghi della cultura aderenti alla Rete, di itinerari di visita attenti alle esigenze di tutti i visitatori, con particolare attenzione alle persone con disabilità fisiche, sensoriali e cognitive.

I risultati positivi di Napoli tra le mani – un progetto che non ha ricevuto in questi anni alcun finanziamento e che non ha eguali per la sua continuità – hanno consentito il rinnovo e l’ampliamento degli obiettivi, degli impegni e delle responsabilità dei firmatari, ma anche l’estensione della rete e l’apertura a nuove realtà culturali e associative.

Attraverso le attività previste dal protocollo, si vuole garantire in maniera paritaria a ogni cittadino l’accesso e la fruizione del patrimonio archeologico e storico-artistico, mediante il superamento delle barriere culturali, architettoniche, sensoriali e della comunicazione, un patrimonio che nei secoli ha qualificato la storia del territorio, segnandone profondamente la costruzione dell’identità.

Al Protocollo della Rete Napoli tra le mani  partecipano:

Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli (Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità)

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Polo Museale della Campania (Palazzo Reale, Villa Pignatelli, Museo Duca di Martina, Certosa e Museo di San Martino, Castel Sant’Elmo, Museo Storico Archeologico di Nola, Museo Archeologico dell’antica Calatia di Maddaloni)

Orto Botanico dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Cappella del Tesoro di San Gennaro

Museo del Tesoro di San Gennaro

Cooperativa sociale onlus “La Paranza” (Catacombe di San Gennaro e Basilica di Santa Maria della Sanità)

Associazione Borbonica Sotterranea (Galleria Borbonica)

Disabled People’s International (DPI- Italia Onlus)

Associazione “Comitato Territoriale D.P.I. della Campania”

Ente Nazionale Sordi Consiglio Regionale della Campania

Federazione Italiana Superamento dell’Handicap- Regione Campania

Tutti a scuola Onlus

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus sezione provinciale di Napoli

Unione Nazionale Italiana Volontari pro-ciechi sezione provinciale di Napoli.

 

 

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La Basilica di Santa Maria della Sanità e la catacomba di San Gaudioso

Ben 41 studenti dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa hanno potuto visitare, il 13 settembre scorso, la Basilica di Santa Maria della Sanità e le Catacombe di San Gaudioso. Molti studenti non avevano mai avuto l’opportunità di entrare nel Rione di cui conoscevano solo la fama negativa di quartiere emarginato e malfamato. Ma il Rione è un territorio ricco di testimonianze storiche e artistiche di grande valore, malgrado si collochi in posizione marginale rispetto al tessuto urbanistico napoletano. In particolare la Basilica di Santa Maria della Sanità si presenta come un’affascinante palinsesto artistico, che va dalle preesistenze cimiteriali di età paleocristiana all’architettura contro-riformistica, dall’affresco risalente al V-VI secolo, raffigurante l’immagine più antica della Madonna a Napoli, alle tante opere d’arte di artisti famosi che arredano le bianche e ritmiche pareti della basilica.
Gli studenti, guidati da Antonio Della Corte della Cooperativa “La Paranza”, hanno seguito il percorso di visita realizzato per le persone con disabilità nell’ambito del progetto “Napoli tra le mani”, che assicura la piena accessibilità e fruibilità dei luoghi. Hanno potuto così conoscere le stratificazioni artistiche presente nella chiesa, la storia della sua fondazione, i recenti restauri che hanno riportato in luce suggestivi artefatti architettonici e il bellissimo e singolare altare costruito in modo da inglobare l’ingresso della sottostante catacomba di San Gaudioso, la quale come un diaframma consente l’osmosi costante tra il passato e il presente. Nelle catacombe il silenzio, il tufo, gli odori, arricchiscono la visita di suggestioni sensoriali. Inoltre il recente restauro degli affreschi che la decorano, riportati ai loro antichi colori e narrati nei loro contenuti storici, artistici e simbolici, hanno suscitato emozioni profonde e meraviglia nei giovani visitatori.

L’iniziativa è frutto di una lunga e intensa collaborazione tra il Servizio di Ateneo per le attività degli studenti con disabilità (SAAD) e la Cooperativa “La Paranza” (www.catacombedinapoli.it) per l’ideazione e la sperimentazione di percorsi tattilo-narrativi nelle Catacombe di San Gennaro e nella Basilica di Santa Maria della Sanità. La Cooperativa “La Paranza”,  insieme a molte realtà associative operanti nel Rione fa parte della Fondazione San Gennaro che, attraverso la messa in rete delle realtà produttive e associative, vuole far crescere la speranza nei giovani del quartiere aiutandoli a costruire il loro futuro e far conoscere il Rione puntando sulla valorizzazione del patrimonio storico artistico, per favorire la coesione sociale e auspicare un cambiamento dal basso.